A PIGNAT "On The Road"
C'è chi fa risalire l'origine della pentolaccia alla Cina, come si legge nel libro Il Milione di Marco Polo, e chi invece al Messico, dove arrivò con la colonizzazione del Nuovo Mondo. Originariamente la pentolaccia veniva utilizzata durante gli eventi religiosi e le cerimonie. Poi però perse la connotazione prettamente religiosa e divenne parte giocosa per grandi e piccini.
ORIGINI
Sapevi che questo gioco ha origini antichissime in Cina e veniva usata per celebrare il capodanno asiatico, e fu portata in Europa grazie a Marco Polo ?L'usanza venne introdotta in Europa nel XIV secolo e associata alle celebrazioni della Quaresima. La prima domenica di Quaresima diventò la "domenica della pignatta". Oggi, nel mondo ha perso qualsiasi aura religiosa, per essere considerato un semplice gioco di puro divertimento.
Nell'epoca della colonizzazione dell' America gli spagnoli si accorsero che gli indigeni americani avevano già un rito simile che svolgevano per celebrare il compleanno di un loro Dio.
Con il passare degli anni la tradizione della pignatta viene legata ai riti religiosi, per evangelizzare ed insegnare i principi del cristianesimo. La pignatta tradizionale in Messico era a forma di stella con sette coni che rappresentavano i 7 peccati capitali,
i colori brillanti della pentolaccia simboleggiavano la tentazione di cadere in questi peccati, la benda sugli occhi rappresenta la fede e il bastone la volontà di vincere il peccato.
A CELENZA
Alla fine di CARNEVALE, la prima domenica di QUARESIMA da tempi remotissimi,
c'era l'usanza di rompere la pentolaccia, "SQUACCIA' A' PIGNAT" nelle abitazioni, tra
familiari e amici, per poi intrattenersi a mangiare, bere, ballare in allegria.
In vista del periodo quaresimale, in cui era sentito ed osservato il digiuno e l'astinenza dalle
carni, ci si concedeva questo pomeriggio e nottata, per intraprendere il periodo di
"magra" e di austerità con rinnovato fervore religioso.
LA SFIDA
Durante il corteo, organizzato per l'evento, vengono rotte 5 pentolacce di terracotta, colpite
alternativamente da un battitore della contrada TORRE e da un battitore della
contrada CONVENTO, guadagnando così i capi di abbigliamento per rivestire il
fantoccio, simbolo del CARNEVALE ormai morto.
La squadra con maggior numero di capi conquistati si aggiudica la vittoria.
IL FANTOCCIO
IL fantoccio, che verrà poi bruciato, è il simbolo del CARNEVALE ormai morto.
La squadra con maggior numero di capi conquistati si aggiudica la vittoria. Essa avrà il compito di eseguire la ritualità di vestizione e accensione del fantoccio, ripetendo la filastrocca:
"CARNVAL SCIALACCON
T'A' VNNUT U' CAVZON
TA' FNUT I' MACCARUN
VA' P' FOSSR E LMMTUN
CARNVAL CARNVALICCHiiJ
DAMM NU' POC D' SAVCICC
S' NN MA 'VUIE DA' CU' BBON
T' DENGH CU' BASTON"
A' PUPATT D' CORAIESM
Spetta ai vincitori poi, dare il primo colpo alla PIGNAT di cartapesta dalla quale uscirà
A' PUPATT D' CORAIESM, trofeo da custodire per tutto l'anno dalla contrada vincente.




Commenti